L’onboarding professionale dei nuovi dipendenti è esattamente l’opposto del famoso “salto di fiducia” che, secondo la tradizione, dovrebbe essere vantaggioso per ogni nuovo collaboratore. L’onboarding dovrebbe andare oltre la semplice registrazione nell’area operativa e la definizione di obiettivi individuali.
L’onboarding è più un processo lungo che a volte può durare anche diversi mesi. Il programma o il processo di onboarding dovrebbe mirare a integrare i nuovi dipendenti come persone reali all’interno dell’azienda e, in questo modo, aumentare la produttività e apportare valore alla società nel lungo termine.
Il termine ‘Onboarding’ non si riferisce per nulla al viaggio in nave o in aereo.
Facciamo un esempio: finalmente è il momento di andare in vacanza. Ci si carica di motivazione e aspettative per l’arrivo all’aeroporto. Ma si tratta di un aeroporto nuovo e non si è mai stato prima e serve un po’ di tempo per orientarsi: serve aiuto.
Ma cosa succede se, al momento del check-in, non c'è nessuna signora gentile, non ci sono cartelli che indicano la strada verso il gate d'imbarco, niente? Inoltre, finalmente siete sull'aereo. Non c'è equipaggio, non ci sono istruzioni di sicurezza, nessun servizio.
Ci vogliono cose che facciano sentire le persone benvenute, che le guidino nel loro percorso e che le facciano sentire al sicuro. Questa sicurezza è la libertà che permette ai dipendenti di guardare avanti e sfruttare al meglio le proprie qualità.